Tour delle Grotte dell’Etna in mountain bike

Grotta delle Vanette EtnaGrotta dei Lamponi EtnaEtna pista altomonatanaEtna Lava 1981

La via delle Grotte è un affascinante viaggio, sul vulcano attivo più alto d’Europa, tra gli ambienti lunari creati dalle colate laviche e dentro gli affascinanti ingrottamenti lavici formatisi nel corso delle tante eruzioni vulcaniche. Un’immersione dentro un ecosistema naturale vario e meraviglioso come quello dei boschi del parco dell’Etna.

Partenza: Randazzo centro

Quota massima:bivio Rifugio Timpa Rossa 1750 mslm
Sviluppo : 50 km circa
Dislivello: da 750 / 1850 mslm.
Tempo medio di percorrenza: 4/5 ore
Periodo consigliato: da marzo a novembre
Punto d’appoggio: Ai Tre Parchi bed and breakfast and bike Tel. 095 799 16 31

percorsoaltimetria

Guida Matteo Ferretti: 329 89 70 901
Site: www.aitreparchibb.it mail: info@aitreparchibb.it
Ciclabilità: 95%
Note: Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico e qualche tratto da fare a piedi. Il percorso si snoda per il 70% su sterrato ed il 30% su strada asfaltata. Si raccomanda di portare appresso sufficienti scorte idriche, causa mancanza di sorgive d’acqua potabile.

Itinerario:
Si parte da Randazzo, bellissima città medievale della Sicilia orientale. Si và in direzione Bocca D’Orzo sino a trovare sulla destra la strada che sale al bivio di della strada provinciale chiamata Quota Mille. Superato l’incroci con la provinciale, si va a salire a destra entrando subito nella zona A del Parco dell’Etna. Dopo circa 4 km si svolterà a destra per il rifugio delle Case Pirao (1050 mslm). Il panorama comincia a farsi interessante, dato che la vista spazia, dai monti Nebrodi alla bellissima Valle dell’Alcantara, con tutti i suoi paesini arroccati sulle sporgenze dei monti circostanti.

Dal rifugio delle Case Pirao si continua a salire per andare in direzione della faggeta di Monte Spagnolo (1400 mslm) dove , nelle immediate vicinanze si trova la prima grotta del nostro tour, la Grotta delle Palombelle. Questa, veniva usata nei tempi antichi come rifugio alle intemperie, da pastori, carbonai e da tutti coloro che per motivi vari si trovavano a percorrere quei sentieri. L’esatta posizione di questa grotta non è facile da individuare, perciò è consigliata la presenza di una guida esperta del luogo.

Dopo la visita alla grotta delle Palombelle, si va in direzione del percorso che attraversa la colata lavica del 1981. Il sentiero in questo tratto del percorso è tracciato, sulle colate laviche dell’eruzione vulcanica avvenuta nel 1981. Questo tratto è particolarmente impegnativo, perché è sassoso e molto sabbioso, le fatiche e gli inconvenienti creati dalla scomodità di questo tratto, sono ricompensate dall’affascinante spettacolarità dell’ambiente circostante, data dall’aspetto lunare dei luoghi e dalle piccole bocche eruttive (a bottoniera) ancora fumanti.

Uscendo dal percorso lavico si va a destra, inserendosi sulla Pista Altomontana, in direzione del Monte Santa Maria (1600 mslm). Presso il Monte Santa Maria si trova il rifugio omonimo, qui si può fare una prima per riprendersi delle fatiche sostenute. Riprendendo il percorso sulla Pista Altomontani si giungerà al Passo Dammusi, dove si ammirerà lo spettacolare panorama offerto dalle antiche colate laviche del 1614. Superato il Passo Dammusi, si arriva all’incrocio del Bivio Timpa Rossa (1750 mslm), da qui, si svolterà a destra proseguendo a piedi e con le bici in spalla, camminando sulle Sciare delle colate laviche per qualche centinaio di metri, sino a trovare l’ingresso della affascinante Grotta dei Lamponi. Lasciate in questo punto le bici, la visita interna della grotta è d’obbligo, poiché è possibile percorrere tutto l’interno dell’ingrottamento lavico, sino a sbucare, dopo qualche centinaio di metri, nel tunnel di uscita.

Dopo la Grotta dei Lamponi si va a scendere in direzione Rifugi Brunek e Ragabo, verso la grotta delle Femmine e alla più grande e nota Grotta delle Palombe. Dopo aver visitato la grotta delle Palombe ed il rifugio omonimo, si riprende il tracciato che sino ai Rifugi Brunek e Ragabo. La seconda sosta si potrà qui, dove ci si potrà rifare scorta di acqua o prendere un caffè, in uno dei bar dei due rifugi. Accanto al rifugio Ragabo si può ammirare il panorama suggestivo e spettacolare dato dalla visione imponente della parte sommitale dell’Etna.

Effettuata la sosta si riprende il Tour, scendendo per la Mareneve di Linguaglossa fino all’incrocio di Sciaramanica, dove si girerà a sinistra. Da qui, dopo un di paio di chilometri di salita, si arriva in quota e la parte finale dell’itinerario diventa molto agevole.

Il percorso, dai rifugi Ragabo e Brunek in poi, sarà tutto asfaltato fino al rientro a Randazzo. Questi tratti del percorso sono affascinanti, poiché da parecchi punti, si può notare nel panorama delle valli sottostanti, il contrasto cromatici ed i vari cambiamenti morfologici creati dall’avanzare delle varie e tante colate laviche che l’Etna ha emesso nel corso degli anni.

maggio 28, 2010

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