Tour dei laghi (Nebrodi – Sicilia)

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Un affascinante viaggio, in uno dei più bei parchi della Sicilia orientale, tra laghi, sorgenti di fiumi, antichi ruderi, boschi, animali selvatici ed animali allo stato brado. Alla scoperta di luoghi incantati, tra natura e cultura, in mezzo a paesaggi naturali ed incontaminati, preservati dall’ente Parco dei Nebrodi.

Caratteristiche:

Partenza: Bivio ss.116 Randazzo-Capo D’Orlando.
Quota massima:Lago Tre Arie 1435 mslm
Sviluppo : 60 km circa
Dislivello: da 750 / 1435 mslm.

Tempo medio di percorrenza: 4/5 ore
Periodo consigliato: da –marzo ad ottobre
Punto d’appoggio: Ai Tre Parchi bed and breakfast and bike www.aitreparchibb.it
Guida
: Matteo Ferretti
Ciclabilità: 99%
Note: Itinerario di grande intensità panoramica, con qualche tratto di pista che richiede un minimo di spunto tecnico. Il percorso si snoda al 90% su sterrato il 10% su strada asfaltata. Non è necessario avere grandi scorte idriche, poiché ci si può rifornire a Floresta e a Maniace presso il Castello Nelson.

Itinerario:

La Partenza è da Randazzo, bellissima città medievale della Sicilia orientale. Quasi subito si entra a contatto con la natura, perché dopo poche centinaia di metri ci si addentra nella riserva naturale del parco dei Nebrodi. Qui, si va subito in salita dove, volgendo lo sguardo sinistra, si scorge il letto del fiume Alcantara, mentre dietro le spalle si vede nella sua maestosità l’onnipresente vulcano, l’Etna.Si continua sempre in salita fino a circa quota 1250 in prossimità di Monte Rotondo, da questo punto si comincia ad entrare nei fitti boschi dei Nebrodi, dopo un chilometro circa da Monte Rotondo, buttandosi in picchiata, fino a contrada San Giacomo. Da qui, la strada procede in prossimità del camminamento dell’Alcantara, costeggiando la riva del fiume.

Dopo aver attraversato il fiume attraverso un ponticello, si va a destra in direzione Floresta. A questo punto la presenza di un accompagnatore esperto dei luoghi, è importante, poiché si può arrivare fino a trovare il punto esatto della nascita del fiume Alcantara e pure gli affascinanti resti dell’antico monastero di San Giacomo, nonché le omonime sorgenti.

Continuando oltre, si arriverà a Floresta , comune più alto della Sicilia, dove si potrà fare una prima sosta per degustare i prodotti tipici locali, a base di provole, ricotta infornata, salame di suino nero dei Nebrodi, pane casereccio e vino rosso.

Dopo il gradevole ristoro, da Floresta si andrà in direzione Tortorici e dopo un paio di chilometri, svoltando a sinistra, si andrà a rientrare nelle piste sterrate del parco e quindi, al primo lago del nostro itinerario il lago Pisciotto, ricco di fauna selvatica ed acquatica di vario genere. Dal lago sarà possibile arrivare al punto di nascita di un altro importante fiume siciliano, il Simeto e dalle sorgenti del Simeto, si va in direzione del Lago Tre Arie, bellissimo invaso naturale meta invernale di tante specie di uccelli migratori. Poco distante del lago Tre Arie, passa la dorsale dei Nebrodi e tramite questa si arriva facilmente al lago Cartolari, dove con un po’ di fortuna si potrà ammirare qualche bellissimo esemplare di aquila reale, di gatto selvatico e sicuramente gli splendidi cavalli neri SanFratellani. Dal lago Cartolari si va in discesa verso valle e il paesaggio si fa bellissimo. E’ un insieme di querce, abeti, pini, pioppi, aceri e peri selvatici.

All’indicazione Case San Paolo si svolta a destra, fino al grazioso laghetto San Paolo e poi alle Case San Paolo, di proprietà della forestale. Da qui si ricomincia ad ammirare l’Etna, con tutt’attorno i suoi piccoli monti (di origine vulcanica) , i monti Spagnoli, Maletto ed il monte Egitto. Dopo il guado di diversi ruscelletti e rigagnoli d’acqua, si arriva al torrente Della Saracena (un affluente del Simeto), al rifugio Chiusitta ed all’area attrezzata di Margio Salice, nel demanio delle Caronie. Continuando a scendere, sulla destra, si vedrà la Segheria, un grosso deposito legnami di proprietà demaniale. Finita la discesa, si entra nell’abitato di Maniace ed al primo bivio si svolta a destra, prendendo la strada che porta al Castello di Nelson (antico monastero, donato da Ferdinando I di Borbone, nel 1799, all’Ammiraglio Horatio Nelson, il quale gli aveva salvato la vita ed il trono). Qui è d’obbligo un visita al castello.

Uscendo dalla Ducea del Castello di Nelson si va fino al alla ss120 e si gira a sinistra in direzione Randazzo, da qui rimangono gli ultimi 15 chilometri da fare, tutti in asfalto.

marzo 9, 2010

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